Perche usare la legna

 

1. Bruciare legna è ecologicamente sostenibile
 
   Se  una delle cause dell' "effetto serra" è la continua deforestazione del nostro pianeta,  è ragionevole pensare che usare legna come combustibile sia insostenibile. 
   In realtà, il riscaldamento a legna non può essere considerato responsabile della deforestazione, che dipende per lo più dall'agricoltura, dalla pastorizia e dalle industrie dell'arredamento. La legna utilizzata per il riscaldamento è quella che proviene dal governo dei boschi, che giova al mantenimento del verde ed al naturale rinnovamento delle piante.
 
 
 L'eccesso di anidride carbonica ( CO2 ), responsabile dell'effetto serra,deriva dal consumo dei combustibili
 fossili, carbone e petrolio, dove il carbonio è 
rimasto immagazzinato per milioni di anni, prima di essere liberato in quantità enormi
dalla vorace richiesta di energia delle società industrializzate. E' un processo a senso
unico, irreversibile in tempi brevi.
    Al contrario, durante la combustione, la legna produce la stessa
quantità di CO2 che produrrebbe naturalmente se fosse lasciata a
marcire nei boschi,per effetto della decomposizione, che può essere
paragonata ad una lenta combustione naturale.
Per di più, la quantità rilasciata è riassorbita dallo sviluppo di nuove piante che,
attraverso la fotosintesi, la utilizzano per costruire i propri tessuti,
producendo nuova legna.
        Quello di cui bisogna accertarsi è che la legna che si acquista provenga
da un corretto governo dei boschi, e non da una pratica di taglio indiscriminata.
    La legna è l’unica fonte di energia realmente rinnovabile di cui disponiamo
attualmente.
2. Bruciare legna fa bene ai boschi ed all'economia italiana
    Contrariamente a quel che molti possono pensare, il patrimonio forestale
italiano gode ottima salute, ed è in continua espansione da circa 150 anni.
Attualmente, boschi e foreste coprono circa un terzo dell'intera superficie
del Paese,per un totale di circa 9 milioni di ettari, e questa superficie va
ampliandosi di anno in anno,e migliorando in qualità e resa per ettaro (provvigione).
Secondo l'Ufficio Statistica del Corpo Forestale dello Stato, la massa
boschiva italiana aumenta di circa 30 milioni di m3
 all'anno, di cui solo un terzo sfruttato economicamente
(sopratutto per legna da ardere, che costituisce da sola circa il 60% del consumo).
Attualmente, quindi, il 'capitale' di legna depositato nei boschi italiani si
accresce inesorabilmente di circa 20 milioni di metri cubi ogni anno.
Questo andamento dipende sia dalle politiche forestali
dello Stato e delle Regioni, sopratutto dal dopoguerra ed oggi, sia
dall'abbandono di terreni agricoli in zone collinari e montane, che sono state
rimboscate artificialmente o sono state ricolonizzate spontaneamente dal bosco.
    Le piante da bosco possono essere coltivate (come qualunque altra pianta)
per produrre legna da ardere o legname da lavoro. Anche quando i boschi
vengono coltivati per produrre tronchi da lavoro, la corretta esecuzione delle
pratiche selvicolturali produce grandi quantità di legna da ardere.
Se attuata seguendo le pratiche razionali della moderna selvicoltura naturalistica,
la raccolta del legno dei boschi non è un'attività distruttiva.
La valorizzazione energetica del legno,anzi, è uno strumento che permette
di aumentare il valore complessivo dei boschi, rendendo interessante
per i proprietari coltivarli e gestirli correttamente, cosa che spesso non avviene
, magari per la difficoltà di raggiungere zone impervie ed isolate, o per la
eccessiva parcellizzazione dei fondi, che tende a rendere antieconomico lo sfruttamento.
La coltivazione dei boschi, e la loro resa economica, sono uno strumento
fondamentale per la loro conservazione e protezione dai rischi di incendio,
accidentali o dolosi.
    Oltre che dai boschi, il legno può essere ricavato anche dai campi:
 siepi campestri, alberi isolati, alberi e arbusti che crescono lungo i corsi d'acqua,
producono da sempre ingenti quantitativi di legno, destinato
sopratutto ad usi energetici.
La politica agricola dell'Unione Europea da alcuni anni incentiva i proprietari
di terreni agricoli a realizzare nuovi impianti di alberi da legno,
con interessanti incentivi economici.
    Legna da bruciare deriva dai residui di molte colture agricole
(alberi da frutto, pioppeti), dalla potatura delle alberature stradali e del verde
ornamentale, da rifiuti (vecchi imballaggi e 'pallets'). Grandi quantitativi
di legno utilizzabile a fini energetici sono disponibili presso le segherie sotto
forma di corteccie, ritagli, schegge, trucioli, segatura
(in media, il 30% del legno che entra in falegnameria).
Tutti residui economicamente sfruttabili.
    Una stima realistica fa ammontare a circa 30 milioni di m3 all'anno
la quantità di legna utilizzabile in italia a scopi energetici, che, calcolando una
media di 350 kg per metro cubo ed una resa energetica di circa
4 kw per chilogrammo di legna stagionata, significano un potenziale 42 miliardi di kw!!
    E tutto questo senza intaccare minimamente il patrimonio forestale italiano.
   Tra tutte le fonti di energia rinnovabile, in Italia il legno è quella con il più
grande potenziale di utilizzo a breve periodo.
3. Bruciare legna non inquina (...più)
   Per millenni si è bruciata legna, e poi carbone, senza particolare preoccupazione
per l'inquinamento e per le "ricadute ambientali", come si dice oggi. Era un mondo poco popolato,
le riserve sembravano inesauribili,
come inesauribile la capacità della Natura di riparare i danni prodotti dall'uomo.
E poi non c'era troppa gente in giro a protestare...
  Oggi la situazione è cambiata,  le fonti di inquinamento si sono moltiplicate ed il mondo è 
diventato terribilmente affollato.
Qualunque rifiuto disperdiamo senza precauzioni finirà per essere mangiato,
bevuto o respirato, in qualche forma, da qualcun altro, o forse da noi stessi. 
   Le leggi a tutela dell'ambiente non sono leggi "nemiche" ed inutilmente vessatorie,  ma al contrario
strumenti indispensabili per migliorare la qualità della nostra vita, e quella dei nostri figli. Dal nostro punto
di vista, anzi, sono leggi "amiche" che contribuiscono a migliorare la qualità dei prodotti presentati sul mercato. 
   La sempre maggiore pressione della legislazione ambientale, infatti, ha indotto negli ultimi anni i
costruttori ad aggiornare tecnologicamente la produzione in maniera sorprendente, offrendo sul mercato
stufe in grado di trasformare la legna in un combustibile "pulito", riducendo del 90% gli incombusti rilasciati
in atmosfera, con un rendimento che sfiora in alcuni casi  l'80%. Il tutto senza spillare fumo negli ambienti riscaldati.
    Un impianto ben costruito, servito da una buona canna fumaria e alimentato con buona legna, residua
un fumo caldo e invisibile che si disperde nell'atmosfera senza gravi ricadute inquinanti.
    Certo una stufa di qualità costa più un prodotto tradizionale, ma il lato bello della cosa è che una stufa
poco inquinante consuma molta meno legna, a parità di calore fornito, diventando una fonte di
riscaldamento realmente concorrenziale dal punto di vista economico, e costituendo un investimento
in grado di ripagarsi in pochi anni.
    Migliorare la qualità dell'impianto a legna significa consumare meno legna, guadagnare in salute
ed in denaro, non litigare con i vicini, ed evitare qualunque senso di colpa...
4. Bruciare legna è economico
   Certo, per chi vive nel pieno centro storico di una città, all'attico di un palazzo di 5 piani senza ascensore,
e pretende che la legna gli sia consegnata a domicilio, tagliata a pezzetti che può mettersi in tasca, be'
allora si, la legna costa. 
    Ma in quasi qualunque altra collocazione, e accettando un minimo di lavoro per procurarvi e conservare
la legna, scoprirete che il riscaldamento a legna è il più economico disponibile oggi.
    Lasciando da parte i fortunati possessori di terreni boscosi, anche se dovrete pagare per averla, otterrete
un decisivo vantaggio economico dall'investimento in un buon impianto a legna. 
    Da una stufa di qualità con un rendimento del 70%, bruciando un chilo di legna stagionata
(umidità massima del 20%) al costo di 15.000/20.000 lire al quintale, si ottengono circa 2500 calorie
utili, un costo per caloria variabile dalle 0.06 alle 0.08 lire.
    Da un metro cubo di metano, al costo di 1200 lire circa, con un rendimento del 90%,
si ottengono circa 8000 calorie utili, con un costo per caloria di 0.15 lire, per non parlare del costo in aree
disagevoli da rifornire, dove si arriva ad oltre 4000 lire/mc.
    Per una casa che richiede 10.000 Kcal/h per essere riscaldata, un'ora di riscaldamento a metano
costerà 1500 lire (10.000 x 0.015), un'ora di riscaldamento a legna costerà dalle 600 alle 800 lire!
    Usare legna consente risparmi dal 50 al 70% sul costo del riscaldamento.
    Il denaro risparmiato bruciando legna è l'unico denaro che cresce sugli alberi...
5. Bruciare legna rende indipendenti
    Una crisi politica può provocare un aumento del prezzo del petrolio, uno sciopero dei trasportatori bloccare
le consegne di gasolio o gpl, un'interruzione di corrente  fermare radiatori elettrici e caldaie a gas, una nuova
finanziaria aumentare le tasse sui combustibili... la vostra stufa a legna continuerà allegramente a bruciare ed
a mantenervi caldi. 
    Per le persone che amano essere, almeno in parte, padrone della propria vita, il riscaldamento a legna
è una delle poche occasioni rimaste per esercitare questo controllo.
    Potrete procurarvi da soli la vostra legna, oppure trattare da pari a pari con chi ve la fornirà, piuttosto che
avere a che fare con una anonima e distante multinazionale per cui siete solo un numero. E se il vostro fornitore
non vi soddisfa, potrete cambiarlo, o presentargli le vostre rimostranze, con qualche concreta possibilità che
questo lo induca a comportarsi meglio in futuro.
  Grazie alla semplicità ed affidabilità delle stufe in ghisa di qualità, la cui   manutenzione in generale si può
eseguire con un minimo di addestramento e un grano di prudenza, potrete dire addio ai pezzi di ricambio costosi
ed introvabili,  ai servizi di assistenza distanti ed indifferenti, alle salate parcelle presentate al termine di visite-lampo
da spietati termotecnici.
 
 
Il termine biomassa è stato introdotto per indicare tutti quei materiali di origine organica (vegetale o animale) che non hanno subito alcun processo di fossilizzazione e sono utilizzati per la produzione di energia.
Le biomasse rientrano fra le fonti rinnovabili in quanto la CO2 emessa per la produzione di energia non rappresenta un incremento dell’anidride carbonica presente nell’ambiente, ma è la medesima che le piante hanno prima assorbito per svilupparsi e che alla morte di esse tornerebbe nell’atmosfera attraverso i normali processi degradativi della sostanza organica. L’utilizzo delle biomasse quindi accelera il ritorno della CO2 in atmosfera rendendola nuovamente disponibile alle piante. Sostanzialmente queste emissioni rientrano nel normale ciclo del carbonio e sono in equilibrio fra CO2 emessa e assorbita.
La valorizzazione energetica dei materiali organici contribuisce alla produzione di energia termica e con impianti di medie o grosse dimensioni può produrre anche energia elettrica, contribuendo a limitare le emissioni di anidride carbonica e quindi gli impegni del Protocollo di Kyoto.
 
Il Protocollo di Kyoto
della Convenzione sui Cambiamenti Climatici2
Introduzione
Gli Stati, quando adottarono la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti
Climatici, nel 1992, riconobbero che essa avrebbe costituito un trampolino per un’azione più energica nel
futuro. Istituendo un processo permanente di esame, di discussione e di scambio di informazioni, la
Convenzione ha permesso l’adozione di impegni supplementari adattati all’evoluzione delle conoscenze
scientifiche e della volontà politica.
Il primo esame dell’adeguamento degli impegni assunti dai paesi sviluppati si ebbe, come previsto,
nella prima sessione della Conferenza delle Parti (CP–1), a Berlino, nel 1995. Le Parti decisero che gli
impegni dei paesi sviluppati, di mantenere le emissioni dell’anno 2000 ai livelli di del 1990 non permetteva
di perseguire l’obiettivo, a lungo termine, della Convenzione, di impedire “interferenze antropiche
(attribuibili all’attività umana) pericolose per il sistema climatico”.
I ministri e gli altri funzionari di alto livello risposero adottando il “Mandato di Berlino” ed aprendo
un nuovo giro di consultazioni per rafforzare gli impegni dei paesi sviluppati. Il Gruppo Speciale del
Mandato di Berlino (AGBM) è stato istituito al fine di redigere una bozza di accordo; al termine di otto
sessioni ha trasmesso alla CP–3 il testo per la negoziazione finale.
Quasi 10.000 delegati, osservatori e giornalisti parteciparono a questo importantissimo evento,
celebrato a Kyoto, Giappone, nel dicembre del 1997. Alla Conferenza si approvò, per consenso, la
decisione (1/CP.3) per l’adozione di un Protocollo secondo il quale i paesi industrializzati si impegnano a
ridurre, per il periodo 2008–2012, il totale delle emissioni di gas ad effetto serra almeno del 5% rispetto ai
livelli del 1990. Questi impegni, giuridicamente vincolanti, produrranno una reversione storica della
tendenza ascendente delle emissioni che detti paesi hanno da circa 150 anni.
Il Protocollo di Kyoto è stato aperto alla firma il 16 marzo 1998. Entrerà in vigore il novantesimo
giorno successivo alla data in cui almeno 55 Parti della Convenzione, tra le quali i paesi sviluppati le cui
emissioni totali di biossido di carbonio rappresentano almeno il 55% della quantità totale emessa nel 1990
da questo gruppo di paesi, lo abbiano ratificato. Parallelamente, le Parti della Convenzione sui
Cambiamenti Climatici continueranno ad adempiere agli impegni assunti a norma della Convenzione e si
prepareranno per la futura applicazione del Protocollo.3
Indice
Gli articoli del Protocollo di Kyoto della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti
Climatici non hanno titoli: i temi enumerati qui di seguito hanno solo un carattere indicativo; si
prefiggono esclusivamente di aiutare il lettore e non formano parte integrante del testo ufficiale, il
quale inizia da pag.4
Preambolo
1. Definizioni
2. Politiche e misure
3. Quantificazione degli impegni in materia di limitazione e riduzione delle emissioni
4. Adempimento congiunto degli impegni
5. Questioni metodologiche
6. Trasferimento e acquisto di unità di riduzione delle emissioni (applicazione congiunta)
7. Comunicazione delle informazioni
8. Esame delle informazioni
9. Esame del Protocollo
10. Progressi nell’applicazione degli obblighi esistenti
11. Meccanismo finanziario
12. Meccanismo per uno sviluppo “pulito”
13. Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del Protocollo
14. Segretariato
15. Organi sussidiari
16. Processo di consultazione multilaterale
17. Commercio di emissioni
18. Inadempimento delle disposizioni
19. Risoluzione delle controversie
20. Emendamenti
21. Adozione ed emendamenti degli allegati
22. Diritto di voto
23. Depositario
24. Firma e ratifica, accettazione, approvazione o adesione
25. Entrata in vigore
26. Riserve
27. Ritiro
28. Testi autentici
Allegato A: Categorie e settori delle fonti di emissioni di gas ad effetto serra
Allegato B: Quantificazione degli impegni di limitazione o di riduzione delle emissioni delle Parti
La tavola e le tre decisioni della Conferenza delle Parti che seguono non fanno parte del Protocollo
di Kyoto. Tuttavia sono state incluse in questo fascicolo come informazioni utili per l’adozione e
l’applicazione del Protocollo.
Decisione 1/CP.3: Adozione del Protocollo di Kyoto della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui
Cambiamenti Climatici.
Decisione 2/CP.3: Questioni metodologiche relative al Protocollo di Kyoto.
Decisione 3/CP.3: Applicazione dei paragrafi 8 e 9 dell’Articolo 4 della Convenzione.4
Tavola: Totale delle emissioni di biossido di carbonio delle Parti incluse all’Allegato I nel 1990, ai fini
dell’articolo 25 del Protocollo di Kyoto.
PROTOCOLLO DI KYOTO DELLA CONVENZIONE QUADRO DELLE NAZIONI UNITE
SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI
Le Parti del presente Protocollo,
Essendo Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (da qui in
avanti denominata “la Convenzione”),
Perseguendo l’obiettivo finale della Convenzione enunciato all’articolo 2,
Ricordando le disposizioni della Convenzione,
Guidate dall’articolo 3 della Convenzione,
Nel rispetto del Mandato di Berlino, adottato con decisione 1/CP.1 dalla Conferenza delle Parti della
Convenzione nella sua prima sessione,
Hanno convenuto quanto segue:
ARTICOLO 1
Ai fini del presente Protocollo si applicano le definizioni contenute all’articolo 1 della Convenzione.
Inoltre:
1. Per “Conferenza delle Parti” si intende la Conferenza delle Parti della Convenzione.
2. Per “Convenzione” si intende la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti
Climatici, adottata a New York il 9 maggio 1992.
3. Per “Gruppo Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico” si intende il Gruppo
Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico costituito congiuntamente dalla Organizzazione
Meteorologica Mondiale ed il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, nel 1988.
4. Per “Protocollo di Montreal” si intende il Protocollo di Montreal relativo alle sostanze che riducono
lo strato di ozono, adottato a Montreal il 16 settembre 1987, nella sua forma successivamente modificata
ed emendata.5
5. Per “Parti presenti e votanti” si intendono le Parti presenti che esprimono un voto affermativo o
negativo.
6. Per “Parte” si intende, a meno che il contesto non indichi diversamente, una Parte del presente
Protocollo.
7. Per “Parte inclusa nell’Allegato I” si intende una Parte che figura nell’Allegato I della Convenzione,
tenuto conto degli eventuali emendamenti, o la Parte che ha presentato una notifica ai sensi dell’articolo 4,
paragrafo 2, punto g), della Convenzione.
ARTICOLO 2
1. Ogni Parte inclusa nell’Allegato I, nell’adempiere agli impegni di limitazione quantificata e di
riduzione delle emissioni previsti all’articolo 3, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile:
a) Applicherà e/o elaborerà politiche e misure, in conformità con la sua situazione
nazionale, come:
i) Miglioramento dell’efficacia energetica in settori rilevanti
dell’economia nazionale;
ii) Protezione e miglioramento dei meccanismi di rimozione e di
raccolta dei gas ad effetto serra, non inclusi nel Protocollo di Montreal, tenuto
conto degli impegni assunti in virtù degli accordi internazionali ambientali;
promozione di metodi sostenibili di gestione forestale, di imboschimento e di
rimboschimento;
iii) Promozione di forme sostenibili di agricoltura, alla luce delle
considerazioni relative ai cambiamenti climatici;
iv) Ricerca, promozione, sviluppo e maggiore utilizzazione di forme
energetiche rinnovabili, di tecnologie per la cattura e l’isolamento del biossido di
carbonio e di tecnologie avanzate ed innovative compatibili con l’ambiente;
v) Riduzione progressiva, o eliminazione graduale, delle imperfezioni
del mercato, degli incentivi fiscali, delle esenzioni tributarie e di sussidi, che siano6
contrari all’obiettivo della Convenzione, in tutti i settori responsabili di emissioni di
gas ad effetto serra, ed applicazione di strumenti di mercato;
vi) Incoraggiamento di riforme appropriate nei settori pertinenti, al fine
di promuovere politiche e misure che limitino o riducano le emissioni dei gas ad
effetto serra non inclusi nel Protocollo di Montreal;
vii) Adozione di misure volte a limitare e/o ridurre le emissioni di gas ad
effetto serra non inclusi nel Protocollo di Montreal nel settore dei trasporti;
viii) Limitazione e/o riduzione delle emissioni di metano attraverso il suo
recupero ed utilizzazione nel settore della gestione dei rifiuti, come pure nella
produzione, il trasporto e la distribuzione di energia;
b) Coopererà con le altre Parti incluse all’Allegato I per rafforzare l’efficacia
individuale e combinata delle politiche e misure adottate a titolo del presente articolo,
conformemente all’articolo 4, paragrafo 2(e)(i), della Convenzione. A tal fine, dette Parti
dovranno dar vita ad iniziative per condividere esperienze e scambiare informazioni su
politiche e misure, in particolar modo sviluppando sistemi per migliorare la loro
compatibilità, trasparenza ed efficacia. La Conferenza delle Parti agente come Conferenza
delle Parti del Protocollo dovrà, nella sua prima sessione, o quanto prima possibile,
esaminare i mezzi per facilitare tale cooperazione, tenendo conto di tutte le informazioni
pertinenti.
2. Le Parti incluse nell’Allegato I cercheranno di limitare o ridurre le emissioni di gas ad effetto serra
non inclusi nel Protocollo di Montreal generati da combustibili utilizzati nel trasporto aereo e marittimo,
operando con la Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile e l’Organizzazione Internazionale
Marittima.
3. Le Parti incluse nell’Allegato I si impegneranno ad attuare le politiche e misure previste nel presente
articolo al fine di ridurre al minimo gli effetti negativi, inclusi gli effetti avversi del cambiamento climatico, gli
effetti sul commercio internazionale e gli impatti sociali, ambientali ed economici sulle altre Parti, in special
modo le Parti paesi in via di sviluppo ed, in particolare, quelle menzionate nell’articolo 4, paragrafi 8 e 9,
della Convenzione, in considerazione dell’articolo 3 della Convenzione. La Conferenza delle Parti agente
come riunione delle Parti del presente Protocollo potrà adottare, se opportuno, ulteriori misure per
promuovere l’applicazione delle disposizioni del presente paragrafo.7
4. Nel caso in cui ritenga utile coordinare alcune politiche e misure previste nel paragrafo 1(a) del
presente articolo, tenendo conto delle diverse situazioni nazionali e degli effetti potenziali, la Conferenza
delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo, valuterà le forme ed i mezzi appropriati
per organizzare il coordinamento di tali politiche e misure.
ARTICOLO 3
1. Le Parti incluse nell’Allegato I assicureranno, individualmente o congiuntamente, che le loro
emissioni antropiche aggregate, espresse in equivalente–biossido di carbonio, dei gas ad effetto serra
indicati nell’Allegato A, non superino le quantità che sono loro attribuite, calcolate in funzione degli impegni
assunti sulle limitazioni quantificate e riduzioni specificate nell’Allegato B e in conformità alle disposizioni del
presente articolo, al fine di ridurre il totale delle emissioni di tali gas almeno del 5% rispetto ai livelli del
1990, nel periodo di adempimento 2008–2012.
2. Ogni Parte inclusa nell’Allegato I dovrà aver ottenuto nel 2005, nell’adempimento degli impegni
assunti a titolo del presente Protocollo, concreti progressi.
3. Le variazioni nette di gas ad effetto serra, relative ad emissioni da fonti e da pozzi di assorbimento
risultanti da attività umane direttamente legate alla variazione nella destinazione d’uso dei terreni e dei
boschi, limitatamente all’imboschimento, al rimboschimento e al disboscamento dopo il 1990, calcolate
come variazioni verificabili delle quantità di carbonio nel corso di ogni periodo di adempimento, saranno
utilizzate dalle Parti incluse nell’Allegato I per adempiere agli impegni assunti ai sensi del presente articolo.
Le emissioni di gas ad effetto serra, dalle fonti e l’assorbimento dai pozzi associati a dette attività, saranno
notificati in modo trasparente e verificabile ed esaminati a norma degli articoli 7 e 8.
4. Precedentemente alla prima sessione della Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti
del presente Protocollo ogni Parte inclusa nell’Allegato I fornirà all’Organo Sussidiario del Consiglio
Scientifico e Tecnologico, per il loro esame, dati che permettano di determinare il livello di quantità di
carbonio nel 1990 e di procedere ad una stima delle variazioni di dette quantità di carbonio nel corso degli
anni successivi. Nella sua prima sessione, o quanto prima possibile, la Conferenza delle Parti agente come
riunione delle Parti del presente Protocollo, determinerà le modalità, le norme e le linee guida da seguire
per stabilire quali attività antropiche supplementari, legate alle variazioni delle emissioni dalle fonti e dai
pozzi di assorbimento dei gas ad effetto serra nelle categorie dei terreni agricoli, nonché nelle categorie8
della variazione della destinazione d’uso dei terreni e dei boschi, dovranno essere aggiunte o sottratte alle
quantità attribuite alle Parti incluse nell’Allegato I, tenendo conto delle incertezze, della necessità di
comunicare risultati trasparenti e verificabili, del lavoro metodologico del Gruppo Intergovernativo di
Esperti sul Cambiamento Climatico, delle raccomandazioni dell’Organo Sussidiario del Consiglio
Scientifico e Tecnologico, conformemente all’art. 5, e delle decisioni della Conferenza delle Parti. Tale
decisione si applicherà nel secondo e nei successivi periodi di adempimento. Una Parte può applicarla alle
sue attività antropiche supplementari nel primo periodo di adempimento a condizione che dette attività
abbiano avuto luogo dopo il 1990.
5. Le Parti incluse nell’Allegato I in transizione verso una economia di mercato ed il cui anno o
periodo di riferimento è stato stabilito in conformità alla decisione 9/CP.2, adottata dalla Conferenza delle
Parti nella sua seconda sessione, utilizzeranno tale anno o periodo di riferimento per l’attuazione degli
impegni assunti a norma del presente articolo. Ogni altra Parte inclusa nell’Allegato I in transizione verso
una economia di mercato e che non abbia ancora presentato la sua prima comunicazione nazionale, in
conformità dell’articolo 12 della Convenzione, potrà ugualmente notificare alla Conferenza delle Parti
agente come riunione delle Parti del presente Protocollo la sua intenzione di considerare un anno o un
periodo storico di riferimento diverso dal 1990 per adempiere agli impegni assunti a norma del presente
articolo. La Conferenza delle Parti, agente come riunione delle Parti del presente Protocollo si pronuncerà
sulla accettazione di tale notifica.
6. Tenendo conto dell’articolo 4, paragrafo 6, della Convenzione, la Conferenza delle Parti agente
come riunione delle Parti del presente Protocollo concederà alle Parti incluse nell’Allegato I in transizione
verso una economia di mercato un certo grado di flessibilità nell’adempimento degli impegni assunti diversi
da quelli previsti nel presente articolo.
7. Nel corso del primo periodo di adempimento degli impegni per la riduzione e la limitazione
quantificata delle emissioni, dal 2008 al 2012, la quantità attribuita a ciascuna Parte inclusa nell’Allegato I
sarà uguale alla percentuale ad essa assegnata, indicata nell’Allegato B, delle emissioni antropiche
aggregate, espresse in equivalente–biossido di carbonio, dei gas ad effetto serra indicate all’Allegato A e
relative al 1990, o nel corso dell’anno o del periodo di riferimento, ai sensi del paragrafo 5, moltiplicate per
cinque. Le Parti incluse nell’Allegato I, per le quali la variazione nella destinazione d’uso dei terreni e dei
boschi costituivano nel 1990 una fonte netta di emissione di gas ad effetto serra, includeranno nelle
emissioni relative al 1990, o ad altro periodo di riferimento, le emissioni antropiche aggregate, espresse in9
equivalente biossido di carbonio, meno le quantità assorbite dai pozzi di assorbimento all’anno 1990,
derivanti dalla variazione nella destinazione d’uso dei terreni.
8. Tutte le Parti incluse nell’Allegato I potranno utilizzare il 1995 come anno di riferimento per gli
idrofluorocarburi, i perfluorocarburi e l’esafluoro di zolfo, ai fini delle operazione di calcolo di cui al
paragrafo 7.
9. Per le Parti incluse nell’Allegato I, gli impegni assunti per i successivi periodi di adempimento
saranno determinati come emendamenti all’Allegato I del presente Protocollo e saranno adottati
conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 21, paragrafo 7. La Conferenza delle Parti agente come
riunione delle Parti del presente Protocollo inizierà la valutazione di tali impegni almeno sette anni prima
della fine del primo periodo di adempimento, di cui al paragrafo 1.
10. Tutte le unità di riduzione delle emissioni, o tutte le frazioni di una quantità assegnata, che una Parte
acquista da un’altra Parte, conformemente alle disposizioni di cui agli articoli 6 o 17, sarà sommata alla
quantità assegnata alla Parte che l’acquista.
11. Tutte le unità di riduzione delle emissioni, o tutte le frazioni di una quantità assegnata, che una Parte
trasferisce ad un’altra Parte, conformemente alle disposizioni di cui agli articoli 6 o 17, sarà sottratta alla
quantità assegnata alla Parte che la trasferisce.
12. Tutte le riduzioni accertate delle emissioni che una Parte acquista da un’altra Parte, conformemente
alle disposizioni di cui all’articolo 12, sarà sommata alla quantità assegnata alla Parte che l’acquista.
13. Se le emissioni di una Parte inclusa nell’Allegato I, nel corso di un periodo di adempimento, sono
inferiori alla quantità che le è stata assegnata in virtù del presente articolo, tale differenza sarà sommata, su
richiesta di detta Parte, alla quantità che le è stata assegnata per i successivi periodi di adempimento.
14. Ogni Parte inclusa nell’Allegato I si impegnerà ad adempiere agli impegni indicati nel paragrafo 1,
al fine di ridurre al minimo gli effetti sociali, ambientali ed economici contrari sui paesi in via di sviluppo
Parti, in particolare quelli indicati all’articolo 4, paragrafi 8 e 9, della Convenzione. In linea con le decisioni
della Conferenza delle Parti, per l’attuazione di tali paragrafi, la Conferenza delle Parti agente come
riunione delle Parti del presente Protocollo, esaminerà, nella sua prima sessione, le misure necessarie per
ridurre al minimo gli effetti dei cambiamenti climatici e/o l’impatto delle misure di risposta delle Parti
menzionate in detto paragrafo. Tra le questioni da prendere in considerazione vi saranno il finanziamento,
l’assicurazione ed il trasferimento di tecnologie.10
ARTICOLO 4
1. Tutte le Parti incluse nell’Allegato I, che abbiano concordato un’azione congiunta per l’attuazione
degli obblighi assunti a norma dell’articolo 3, saranno considerate adempienti se la somma totale delle
emissioni antropiche aggregate, espresse in equivalenti–biossido di carbonio, di gas ad effetto serra indicati
nell’Allegato A non supera la quantità loro assegnata, calcolata in funzione degli impegni di limitazione
quantificata e di riduzione delle emissioni elencate nell’Allegato B e conformemente alle disposizioni
dell’articolo 3. Il rispettivo livello di emissione assegnato a ciascuna delle Parti dell’accordo sarà stabilito
nell’accordo.
2. Le Parti di tale accordo notificheranno al Segretariato il contenuto dell’accordo alla data di
deposito degli strumenti di ratifica, d’accettazione, di approvazione o di adesione del presente Protocollo.
Il Segretariato informerà, a sua volta, tutte le Parti ed i firmatari della Convenzione dei termini dell’accordo.
3. Tutti gli accordi di questo tipo rimarranno in vigore per la durata del periodo di adempimento
specificata all’articolo 3, paragrafo 7.
4. Se le Parti, agendo congiuntamente, lo fanno nel quadro di una organizzazione regionale di
integrazione economica e di concerto con essa, ogni variazione nella composizione di detta organizzazione,
successiva all’adozione del presente Protocollo, non inciderà sugli impegni assunti in virtù del presente
Protocollo. Ogni variazione nella composizione dell’organizzazione avrà effetto solo ai fini dell’attuazione
degli impegni previsti all’articolo 3 che siano adottati successivamente a quella modificazione.
5. Se le Parti dell’accordo, agendo congiuntamente, non raggiungeranno il livello totale combinato
delle riduzioni di emissioni, ogni Parte sarà responsabile del proprio livello di emissioni stabilito
nell’accordo.
6. Se le Parti, agendo congiuntamente, operano all’interno di una organizzazione regionale di
integrazione economica, Parte del presente Protocollo, e di concerto con essa, ogni Stato membro di detta
organizzazione regionale di integrazione economica, individualmente, o congiuntamente con l’organizzazione
regionale di integrazione economica, agendo ai sensi dell’articolo 24, sarà responsabile, nel caso in cui
venga raggiunto il livello totale combinato delle riduzioni di emissioni, del livello delle sue emissioni, così
come notificato in conformità del presente articolo.11
ARTICOLO 5
1. Ogni Parte inclusa nell’Allegato I realizzerà, non più tardi di un anno prima dell’inizio del primo
periodo di adempimento, un sistema nazionale per la stima delle emissioni antropiche dalle fonti e
dall’assorbimento dei pozzi di tutti i gas ad effetto serra non inclusi nel Protocollo di Montreal. La
Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo deciderà, nella sua prima
sessione, le linee guida di tali sistemi nazionali, tra le quali saranno incluse le metodologie specificate nel
paragrafo 2 infra.
2. Le metodologie per la stima delle emissioni antropiche da sorgenti e dall’assorbimento dei pozzi di
tutti i gas ad effetto serra non inclusi nel Protocollo di Montreal saranno quelle accettate dal Gruppo
Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico e approvate dalla Conferenza delle Parti nella sua
terza sessione. Laddove tali metodologie non vengano utilizzate, verranno introdotti gli adattamenti
necessari conformi alle metodologie concordate dalla Conferenza delle Parti agente come riunione delle
Parti del presente Protocollo nella sua prima sessione. Basandosi sul lavoro del Gruppo Intergovernativo di
Esperti sul Cambiamento Climatico e sulle raccomandazioni fornite dall’Organo Sussidiario del Consiglio
Scientifico e Tecnologico, la Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente
Protocollo esaminerà regolarmente e, se opportuno, revisionerà tali metodologie ed adattamenti, tenendo
pienamente conto delle decisioni pertinenti della Conferenza delle Parti. Ogni revisione delle metodologie o
degli adattamenti si effettuerà solo al fine di accertare il rispetto degli impegni assunti a norma dell’articolo 3
per ogni periodo di adempimento successivo a detta revisione.
3. I potenziali di riscaldamento globale utilizzati per calcolare l’equivalente–biossido di carbonio delle
emissioni antropiche dalle sorgenti e dall’assorbimento dei pozzi di gas ad effetto serra elencati nella
Allegato A saranno quelli accettati dal Gruppo Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico ed
approvati dalla Conferenza delle Parti nella sua terza sessione. Basandosi sul lavoro del Gruppo
Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico e sulle raccomandazioni fornite dall’Organo
Sussidiario del Consiglio Scientifico e Tecnologico, la Conferenza delle Parti agente come riunione delle
Parti del presente Protocollo esaminerà periodicamente e, se opportuno, revisionerà il potenziale di
riscaldamento globale di ciascuno di tali gas ad effetto serra tenendo pienamente conto delle decisioni
pertinenti della Conferenza delle Parti. Ogni revisione di un potenziale di riscaldamento globale sarà
applicabile solo agli impegni di cui all’articolo 3 per ogni periodo di adempimento posteriore a detta
revisione.12
ARTICOLO 6
1. Al fine di adempiere agli impegni assunti a norma dell’articolo 3, ogni Parte inclusa nell’Allegato I
può trasferire ad ogni altra di dette Parti, o acquistare da essa, unità di riduzione risultanti da progetti
finalizzati alla riduzione delle emissioni antropiche da fonti o all’aumento dell’assorbimento antropico dei
pozzi dei gas ad effetto serra in ogni settore dell’economia, a condizione che:
a) Ogni progetto di questo tipo abbia l’approvazione delle Parti coinvolte;
b) Ogni progetto di questo tipo permetta una riduzione delle emissioni dalle fonti, o un
aumento dell’assorbimento dei pozzi, che sia aggiuntivo a quelli che potrebbero essere
realizzati diversamente;
c) La Parte interessata non potrà acquistare alcuna unità di riduzione delle emissioni se
essa non adempierà alle obbligazioni che le incombono a norma degli articoli 5 e 7;
d) L’acquisto di unità di riduzione delle emissioni sarà supplementare alle misure
nazionali al fine di adempiere agli impegni previsti dall’articolo 3.
2. La Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo potrà, nella sua
prima sessione o quanto prima possibile, elaborare ulteriori linee guida per l’attuazione del presente
articolo, in particolar modo per quel che riguarda la verifica e la realizzazione dei rapporti
3. Una Parte inclusa nell’Allegato I potrà autorizzare persone giuridiche a partecipare, sotto la sua
responsabilità, ad azioni volte alla creazione, alla cessione o all’acquisizione, a norma del presente articolo,
di unità di riduzione delle emissioni.
4. Se, in conformità con le disposizioni pertinenti di cui all’articolo 8, sorgesse una questione relativa
all’applicazione delle prescrizioni di cui al presente articolo, la cessione e l’acquisizione di unità di riduzione
delle emissioni potranno continuare dopo che la questione sarà stata sollevata, a condizione che nessuna
Parte utilizzi dette unità per adempiere ai propri impegni a norma dell’articolo 3 finché non sarà risolto il
problema del rispetto delle obbligazioni.13
ARTICOLO 7
1. Ogni Parte inclusa nell’Allegato I indicherà nell’inventario annuale delle emissioni antropiche da
fonti e degli assorbimenti dei pozzi dei gas ad effetto serra non inclusi nel Protocollo di Montreal,
presentato in conformità delle decisioni della Conferenza delle Parti, le informazioni supplementari,
determinate conformemente alle disposizioni di cui al paragrafo 4 infra, necessarie per assicurare il rispetto
delle disposizioni di cui all’articolo 3.
2. Ogni Parte inclusa nell’Allegato I indicherà nella propria comunicazione nazionale, presentata ai
sensi dell’articolo 12 della Convenzione, le informazioni supplementari necessarie per dimostrare che essa
adempie agli impegni assunti a norma del presente Protocollo, da determinarsi secondo le disposizioni di
cui al paragrafo 4 infra.
3. Ogni Parte inclusa nell’Allegato I comunicherà le informazioni richieste, di cui al paragrafo 1,
annualmente, a partire dal primo inventario che essa è tenuta a presentare in conformità della Convenzione
per il primo anno del periodo di adempimento dopo l’entrata in vigore, per detta Parte, del presente
Protocollo. Ogni Parte presenterà le informazioni richieste a norma del paragrafo 2 nel quadro della prima
comunicazione nazionale che essa è tenuta a presentare a norma della Convenzione dopo l’entrata in
vigore, per detta Parte, del presente Protocollo e dopo l’adozione delle linee guida previste dal paragrafo 4
infra. La frequenza con cui dovranno essere presentate le successive informazioni richieste ai sensi del
presente articolo sarà stabilita dalla Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente
Protocollo, tenendo conto del calendario deciso dalla Conferenza delle Parti per la presentazione delle
comunicazioni nazionali.
4. La Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo adotterà nella
sua prima sessione e riesaminerà periodicamente in seguito le linee guida relative alla preparazione delle
informazioni richieste a norma del presente articolo, considerando le direttive per la preparazione delle
comunicazioni nazionali delle Parti inclusi nell’Allegato I adottate dalla Conferenza delle Parti. La
Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo deciderà anche prima del
primo periodo di adempimento le modalità di calcolo delle quantità assegnate.14
ARTICOLO 8
1. Le informazioni comunicate ai sensi dell’articolo 7 da ciascuna delle Parti incluse nell’Allegato I
saranno esaminate da gruppi di esperti in adempimento delle pertinenti decisioni della Conferenza delle
Parti ed in conformità alle linee guida adottate, a tal fine, dalla Conferenza delle Parti agente come riunione
delle Parti del presente Protocollo a norma del paragrafo 4 infra. Le informazioni comunicate a norma
dell’articolo 7, paragrafo 1, da ciascuna delle Parti incluse nell’Allegato I verranno esaminate come parte
della compilazione annuale degli inventari delle emissioni e delle quantità assegnate e della corrispondente
contabilità. Inoltre, le informazioni fornite da ciascuna Parte inclusa nell’Allegato I, a norma dell’articolo 7,
paragrafo 2, saranno esaminate come parte della revisione delle comunicazioni nazionali.
2. I gruppi di esperti saranno coordinati dal Segretariato e costituiti da esperti scelti tra quelli nominati
dalle Parti della Convenzione e, a seconda dei casi, da organizzazioni intergovernative, conformemente alle
indicazioni fornite, a tal fine, dal Conferenza delle Parti.
3. Il processo di revisione permetterà una valutazione tecnica completa e dettagliata dell’applicazione
del presente Protocollo della Parte. I gruppi di esperti elaboreranno un rapporto per la Conferenza delle
Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo, nel quale valuteranno l’adempimento degli
impegni assunti dalla Parte in esame ed indicheranno i problemi eventualmente riscontrati ed i fattori che
incidono sull’adempimento. Il Segretariato comunicherà detto rapporto a tutte le Parti della Convenzione.
Inoltre, il Segretariato enumererà tutte le questioni inerenti l’adempimento, indicate nel rapporto, per
ulteriori considerazioni della Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente
Protocollo.
4. La Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo adotterà nella
sua prima sessione, e riesaminerà periodicamente, in seguito, le linee guida per l’esame dell’applicazione
del presente Protocollo da parte dei gruppi di esperti, tendo in considerazione le pertinenti decisioni della
Conferenza delle Parti.
5. La Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo, con l’assistenza
dell’Organo Sussidiario di Attuazione e, se necessario, dell’Organo Sussidiario del Consiglio Scientifico e
Tecnologico esaminerà:
a) Le informazioni presentate dalle Parti, a norma dell’articolo 7, ed i rapporti
sull’esame di dette informazioni, effettuati a norma del presente articolo; e15
b) Le questioni relative all’attuazione elencate dal Segretariato, a norma del paragrafo
3, nonché tutte le questioni sollevate dalle Parti.
6. In seguito all’esame delle informazioni di cui al paragrafo 5, la Conferenza delle Parti agente come
riunione delle Parti del presente Protocollo adotterà, su ogni questione, le decisioni necessarie al fine
dell’attuazione del presente Protocollo.
ARTICOLO 9
1. La Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo esaminerà
periodicamente il Protocollo alla luce delle migliori informazioni scientifiche disponibili e degli studi di
valutazione sul cambiamento climatico ed il loro impatto come pure delle pertinenti informazioni tecniche,
sociali ed economiche. Tali esami saranno coordinati con altri pertinenti previsti dalla Convenzione, in
particolare quelli richiesti all’articolo 4, paragrafo 2(d), e all’articolo 7, paragrafo 2(a), della Convenzione.
Sulla base di detti esami, la Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo
adotterà la misure necessarie.
2. Il primo esame avrà luogo nella seconda sessione della Conferenza delle Parti agente come riunione
delle Parti del presente Protocollo. Nuovi esami saranno effettuati ad intervalli regolari e precisi.
ARTICOLO 10
1. Tutte le Parti, tenendo conto delle loro comuni ma differenziate responsabilità e delle loro specifiche
priorità di sviluppo nazionale e regionale, dei loro obiettivi e delle loro circostanze, senza introdurre nuovi
impegni per le Parti non incluse nell’Allegato I ma riaffermando quelli già enunciati all’articolo 4, paragrafo
1, della Convenzione e continuando a perseguire l’adempimento di tali impegni al fine di raggiungere uno
sviluppo sostenibile, tenendo conto dell’articolo 4, paragrafi 3, 5 e 7, della Convenzione:
a) Formuleranno, dove necessario e nella misura possibile, programmi nazionali e, se
opportuno, regionali, economicamente convenienti ed efficaci, per migliorare la qualità dei
fattori di emissione, dei dati sulle attività e/o dei modelli locali che riflettano la situazione socio–
economica di ogni Parte, al fine della realizzazione periodica degli inventari nazionali delle16
emissioni antropiche dalle fonti e l’assorbimento dai pozzi dei gas ad effetto serra non inclusi nel
Protocollo di Montreal, utilizzando metodologie comparabili, che dovranno essere decise dalla
Conferenza delle Parti ed essere conformi alle direttive per le comunicazioni nazionali adottate
dalla Conferenza delle Parti.
b) Formuleranno, applicheranno, pubblicheranno ed aggiorneranno regolarmente i
programmi nazionali e, se necessario, quelli regionali contenenti misure per mitigare i
cambiamenti climatici e per facilitare un adeguato adattamento ad essi;
i) Tali programmi dovrebbero riguardare, tra l’altro, i settori energetico, dei
trasporti e dell’industria come pure l’agricoltura, la silvicoltura e la gestione dei rifiuti.
Inoltre, le tecnologie di adattamento ed i metodi per migliorare la pianificazione del
territorio permetterebbero di meglio adattarsi ai cambiamenti climatici;
ii) Le Parti incluse nell’Allegato I presenteranno informazioni sulle misure
adottate in virtù del presente Protocollo, compresi i programmi nazionali, a norma
dell’articolo 7; le altre Parti cercheranno di includere nelle loro comunicazioni nazionali,
se opportuno, informazioni sui programmi contenenti misure che, a loro avviso,
contribuiscono a fronteggiare i cambiamenti climatici ed i loro effetti negativi, incluse le
misure volte alla riduzione dell’aumento dei gas ad effetto serra e all’incremento dei
pozzi di assorbimento, al rafforzamento delle capacità (capacity building) e
all’adattamento.
c) Coopereranno nella promozione di modalità efficaci per lo sviluppo, l’applicazione e la
diffusione di tecnologie, di conoscenze tecniche, di pratiche e di processi ecologicamente
compatibili con il cambiamento climatico, ed adotteranno tutte le misure necessarie per
promuovere, facilitare e finanziare, se necessario, l’accesso a dette fonti o a trasferirle, in
particolare verso i paesi in via di sviluppo, inclusa la formulazione di politiche e programmi per
l’efficace trasferimento di tecnologie ecologicamente compatibili, che siano di pubblica
proprietà o di pubblico dominio, e la creazione, nel settore privato, di una ambiente idoneo che
permetta la promozione del trasferimento di tecnologie ecologicamente compatibili e l’accesso
ad esse.
d) Coopereranno nella ricerca scientifica e tecnica e promuoveranno il mantenimento e lo
sviluppo di sistemi di osservazione sistematica e la costituzione di archivi di dati al fine di ridurre17
le incertezze relative al sistema climatico, le conseguenze negative del cambiamento climatico e
le conseguenze economiche e sociali delle diverse strategie di risposta, e promuoveranno la
realizzazione ed il rafforzamento delle capacità e delle misure endogene di partecipazione agli
sforzi, ai programmi e alle ricerche internazionali ed intergovernativi relativi alla ricerca e
all’osservazione sistematica, a norma dell’articolo 5 della Convenzione.
e) Coopereranno e promuoveranno a livello internazionale, ricorrendo, dove opportuno,
ad organismi esistenti, la realizzazione e l’esecuzione di programmi di educazione e formazione,
compreso il rafforzamento delle capacità nazionali, in particolare sul piano umano ed
istituzionale, e lo scambio ed il distaccamento di personale incaricato alla formazione di esperti
nel settore, specialmente nei paesi in via di sviluppo, e faciliteranno sul piano nazionale la
sensibilizzazione del pubblico ai cambiamenti climatici e l’accesso alle relative informazioni.
Appropriate modalità dovrebbero essere sviluppate per attuare tali attività attraverso i
competenti organi della Convenzione, a norma dell’articolo 6 della Convenzione;
f) Includeranno nelle proprie comunicazioni nazionali informazioni sui programmi e le
attività intraprese in applicazione del presente articolo, in conformità alle pertinenti decisioni
della Conferenza delle Parti;
g) Nell’adempiere agli impegni previsti dal presente articolo prenderanno pienamente in
considerazione l’articolo 4, paragrafo 8, della Convenzione.
ARTICOLO 11
1. Nell’attuazione dell’articolo 10 le Parti terranno conto delle disposizioni dell’articolo 4, paragrafi 4,
5, 7, 8, e 9 della Convenzione.
2. Nel contesto dell’attuazione dell’articolo 4, paragrafo 1, della Convenzione, in conformità con le
disposizioni di cui all’articolo 4, paragrafo 3, ed all’articolo 11 della Convenzione, e attraverso l’entità o le
entità incaricate ad assicurare il funzionamento del meccanismo finanziario della Convenzione, i paesi
sviluppati Parti della Convenzione e le altri Parti sviluppate incluse nell’Allegato II della Convenzione:
a) Forniranno nuove ed ulteriori risorse finanziarie al fine di coprire la totalità dei costi
concordati sostenuti dai paesi in via di sviluppo per migliorare nell’adempimento degli impegni18
previsti a norma dell’articolo 4, paragrafo 1(a), della Convenzione, e dell’articolo 10, punto a),
del presente Protocollo;
b) Forniranno, inoltre, ai paesi in via di sviluppo Parti, al fine del trasferimento di
tecnologie, le risorse finanziarie di cui essi hanno bisogno per fronteggiare la totalità dei costi
supplementari concordati per procedere nell’adempimento degli impegni già indicati all’articolo
4, paragrafo 1, della Convenzione e previsti all’articolo 10 del presente Protocollo, sui quali un
paese in via di sviluppo abbia concordato con l’entità o le entità internazionali, di cui all’articolo
11 della Convenzione, conformemente al detto articolo.
L’adempimento di tali impegni terrà conto della necessità che il flusso dei mezzi finanziari
sia adeguato e prevedibile, nonchè dell’importanza di una adeguata divisione delle spese tra le
Parti che sono paesi sviluppati. Gli orientamenti impartiti all’entità o alle entità incaricate del
funzionamento del meccanismo finanziario della Convenzione, figuranti nelle pertinenti decisioni
della Conferenza delle Parti, comprese quelle adottate prima dell’adozione del presente
Protocollo, si applicheranno mutatis mutandis alle disposizioni del presente paragrafo.
3. Le Parti che sono paesi sviluppati e le altre Parti sviluppate che figurano nell’Allegato II della
Convenzione potranno anche fornire, ed i paesi in via di sviluppo Parti potranno ottenere, risorse finanziarie
per l’attuazione dell’articolo 10 del presente Protocollo, attraverso canali bilaterali, regionali o multilaterali.
ARTICOLO 12
1. È istituito un meccanismo per lo sviluppo pulito.
2. Il fine del meccanismo per uno sviluppo pulito è di assistere le Parti non incluse nell’Allegato I nel
raggiungimento di uno sviluppo sostenibile e contribuire all’obiettivo finale della Convenzione, e di aiutare le
Parti incluse nell’Allegato I ad adempiere ai loro impegni quantificati di limitazione e di riduzione delle loro
emissioni ai sensi dell’articolo 3.
3. Ai sensi del meccanismo per uno sviluppo pulito:
a) Le Parti non incluse nell’Allegato I beneficeranno di attività di progettazione
finalizzate alle riduzioni certificate delle emissioni; e19
b) Le Parti incluse nell’Allegato I potranno utilizzare le riduzioni certificate delle
emissioni derivanti da tali per contribuire in parte all’adempimento degli impegni quantificati
di limitazione e riduzione delle emissioni ai sensi dell’articolo 3, in conformità a quanto
determinato dalla Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente
Protocollo.
4. Il meccanismo per uno sviluppo pulito sarà soggetto all’autorità e alle direttive della Conferenza
delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo e alla supervisione di un comitato
esecutivo del meccanismo per uno sviluppo pulito.
5. Le riduzioni di emissioni derivanti da ogni attività saranno certificate da enti operativi designati dalla
Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo sulla base dei seguenti
criteri:
a) Partecipazione volontaria approvata da ogni Parte coinvolta;
b) Benefici reali, misurabili e a lungo termine, in relazione con la mitigazione dei
cambiamenti climatici; e
c) Riduzione delle emissioni che siano supplementari a quelle che si produrrebbero in
assenza dell’attività certificata.
6. Il meccanismo per uno sviluppo pulito aiuterà ad organizzare, se necessario, il finanziamento delle
attività certificate.
7. La Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo, nella sua prima
sessione, elaborerà le modalità e le procedure volte ad assicurare la trasparenza, l’efficienza e la
responsabilità grazie ad un audit e ad una verifica indipendente delle attività.
8. La Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo assicurerà che
una parte dei fondi provenienti da attività certificate sia utilizzata per coprire le spese amministrative e per
aiutare le Parti, paesi in via di sviluppo, che siano particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del
cambiamento climatico, a far fronte ai costi di adattamento.
9. Possono partecipare al meccanismo per uno sviluppo pulito, in particolare alle attività indicate al
precedente paragrafo 3(a) e all’acquisto di unità di riduzione certificate delle emissioni, entità private e
pubbliche; la partecipazione sarà sottoposta alle direttive impartite dal comitato esecutivo del meccanismo
per uno sviluppo pulito.20
10. Le riduzioni di emissioni certificate ottenute tra l’anno 2000 e l’inizio del primo periodo di
adempimento potranno utilizzarsi per contribuire all’adempimento degli impegni previsti per detto periodo.
ARTICOLO 13
1. La Conferenza delle Parti, organo supremo della Convenzione, agirà come riunione delle Parti del
presente Protocollo.
2. Le Parti della Convenzione che non sono Parti del presente Protocollo possono partecipare, in
qualità di osservatori, ai lavori delle sessioni della Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti
del presente Protocollo. Quando la Conferenza delle Parti agisce come riunione delle Parti del presente
Protocollo le decisioni, ai sensi del Protocollo, verranno adottate esclusivamente per le Parti del presente
Protocollo.
3. Quando la Conferenza delle Parti agisce come riunione delle Parti del presente Protocollo, ogni
membro dell’Ufficio della Conferenza delle Parti che rappresenti una Parte della Convenzione che, in quel
momento, non sia Parte del presente Protocollo sarà sostituito da un nuovo membro eletto dalle Parti del
presente Protocollo e tra esse.
4. La Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo esaminerà
regolarmente l’attuazione del presente Protocollo e, conformemente al suo mandato, adotterà le decisioni
necessarie per promuovere la sua effettiva attuazione. Eserciterà le funzioni che le sono conferite dal
presente Protocollo e:
a) Valuterà, sulla base di tutte le informazioni che le sono comunicate conformemente alle
disposizioni del presente Protocollo, l’attuazione del Protocollo a cura delle Parti, gli effetti
generali delle misure adottate in applicazione del presente Protocollo, in particolare gli effetti
ambientali, economici e sociali, così come il loro impatto cumulativo, ed i progressi realizzati al
fine del raggiungimento dell’obiettivo finale della Convenzione;
b) Esaminerà periodicamente le obbligazioni contratte dalle Parti ai sensi del presente
Protocollo, prendendo in debita considerazione ogni esame richiesto dall’articolo 4, paragrafo
2(d), e dell’articolo 7, paragrafo 2, della Convenzione e alla luce dell’obiettivo della
Convenzione, dell’esperienza acquisita nel corso della sua attuazione e dell’evoluzione delle21
conoscenze scientifiche e tecniche esaminerà ed adotterà periodici rapporti sull’attuazione del
presente Protocollo.
c) Promuoverà e faciliterà lo scambio di informazioni sulle misure adottate dalle Parti per
far fronte al cambiamento climatico e ai suoi effetti, tenendo conto delle diverse circostanze,
responsabilità e capacità delle Parti e dei loro rispettivi impegni ai sensi del presente Protocollo;
d) Faciliterà, a richiesta di due o più Parti, il coordinamento delle misure che sono state
adottate per far fronte al cambiamento climatico ed ai suoi effetti, tenendo conto delle diverse
circostanze, responsabilità e capacità delle Parti e dei rispettivi impegni ai sensi del presente
Protocollo.
e) Promuoverà e dirigerà, conformemente all’obiettivo della Convenzione e alle
disposizioni del presente Protocollo, e tenendo in piena considerazione le pertinenti decisioni
della Conferenza delle Parti, lo sviluppo ed il periodico perfezionamento di metodologie
comparabili per l’attuazione efficace del presente Protocollo, che saranno adottate dalla
Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo;
f) Formulerà raccomandazioni su qualsiasi questione necessaria all’attuazione del presente
Protocollo;
g) Cercherà di mobilitare ulteriori risorse finanziarie in conformità dell’articolo 11,
paragrafo 2;
h) Creerà gli organi sussidiari considerati necessari per l’attuazione del presente
Protocollo;
i) Solleciterà ed utilizzerà, se necessario, i servizi e la cooperazione delle organizzazioni
internazionali e degli organismi intergovernativi e non governativi competenti e le informazioni
che essi forniscono;
j) Eserciterà le altre funzioni che siano necessarie per l’attuazione del presente Protocollo
e considererà ogni incarico derivante da una decisione della Conferenza delle Parti della
Convenzione.
5. Il regolamento interno della Conferenza delle Parti e le procedure finanziarie applicate ai sensi della
Convenzione si applicheranno mutatis mutandis al presente Protocollo, a meno che la Conferenza delle
Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo non decida diversamente per consenso.22
6. Il Segretariato convocherà la prima sessione della Conferenza delle Parti agente come riunione
delle Parti del presente Protocollo in coincidenza con la prima sessione della Conferenza delle Parti in
programma dopo l’entrata in vigore del presente Protocollo. Le ulteriori sessioni ordinarie della Conferenza
delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo si terranno ogni anno e coincideranno
con le sessioni ordinarie della Conferenza delle Parti, a meno che la Conferenza delle Parti agente come
riunione delle Parti del presente Protocollo non decida diversamente.
7. Le sessioni straordinarie della Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente
Protocollo si terranno ogni volta che la Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente
Protocollo lo riterrà necessario, o quando una delle Parti lo solleciti per iscritto, a condizione che, entro sei
mesi dalla comunicazione alle Parti, a cura del Segretariato, sia appoggiata da almeno un terzo delle Parti.
8. L’Organizzazione delle Nazioni Unite, le sue agenzie specializzate e l’Agenzia Internazionale
dell’Energia Atomica, come pure tutti gli Stati membri di dette organizzazioni od osservatori che non siano
parte della Convenzione, potranno essere rappresentati alle sessioni della Conferenza delle Parti agente
come riunione delle Parti del presente Protocollo come osservatori. Ogni organo od agenzia, nazionale od
internazionale, governativo o non governativo, che è competente nelle materie di cui al presente Protocollo
e che abbia informato il Segretariato del suo desiderio di essere rappresentato come osservatore nel corso
di una sessione della Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo, potrà
essere ammessa come osservatore, a meno che almeno un terzo delle Parti presenti vi si opponga.
L’ammissione e la partecipazione degli osservatori sarà soggetta al regolamento interno di cui al paragrafo
5.23
ARTICOLO 14
1. Il Segretariato, istituito a norma dell’articolo 8 della Convenzione, avrà la funzione di Segretariato
del presente Protocollo.
2. L’articolo 8, paragrafo 2, della Convenzione, relativo alle funzioni del Segretariato, e l’articolo 8,
paragrafo 3, relativo alle disposizioni per il funzionamento, si applicheranno mutatis mutandis al presente
Protocollo. Il Segretariato eserciterà, inoltre, le funzioni assegnategli ai sensi del presente Protocollo.
ARTICOLO 15
1. L’Organo Sussidiario del Consiglio Scientifico e Tecnologico e l’Organo Sussidiario di Attuazione,
istituiti dagli articoli 9 e 10 della Convenzione, avranno, rispettivamente, la funzione di Organo Sussidiario
del Consiglio Scientifico e Tecnologico e di Organo Sussidiario di Attuazione del presente Protocollo. Le
disposizioni della Convenzione relative alle funzioni dei due organi si applicheranno, come stabilito dalla
Convenzione, mutatis mutandis al presente Protocollo. Le sessioni dell’Organo Sussidiario del Consiglio
Scientifico e Tecnologico e dell’Organo Sussidiario di Attuazione del presente Protocollo coincideranno
con quelle dell’Organo Sussidiario del Consiglio Scientifico e Tecnologico e dell’Organo Sussidiario di
Attuazione della Convenzione.
2. Le Parti della Convenzione che non siano Parti del presente Protocollo potranno partecipare in
qualità di osservatori ai lavori di ogni sessione degli Organi Sussidiari. Quando gli organi sussidiari agiscono
come organi sussidiari del presente Protocollo le decisioni ai sensi del presente Protocollo saranno adottate
esclusivamente per quelle Parti che siano parti del Protocollo.
3. Quando gli organi sussidiari istituiti dagli articoli 9 e 10 della Convenzione esercitano le loro funzioni
in relazioni a questioni di interesse per il presente Protocollo, ogni membro del Comitato Direttivo degli
organi sussidiari che rappresenti una parte della Convenzione che, in quel momento, non sia parte del
presente Protocollo è sostituito da un nuovo membro eletto dalle Parti del presente Protocollo e tra di esse.24
ARTICOLO 16
1. La Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo considererà,
prima possibile, la possibilità di applicare al presente Protocollo, e se del caso di modificare, il meccanismo
consultivo multilaterale di cui all’articolo 13 della Convenzione alla luce di ogni pertinente decisione che
potrà essere adottata dalla Conferenza delle Parti. Ogni meccanismo consultivo multilaterale che possa
essere applicato al presente Protocollo lo sarà senza pregiudizio delle procedure e dei meccanismi di cui
all’articolo 18.
ARTICOLO 17
1. La Conferenza delle Parti definirà i principi, le modalità, le norme e le linee guida pertinenti, in
particolare per la verifica, la preparazione dei rapporti e la contabilità relativa al commercio dei diritti di
emissione. Le Parti incluse nell’Allegato B potranno partecipare al commercio di diritti di emissione al fine
di adempiere agli impegni assunti a norma dell’articolo 3. Ogni scambio di questo tipo sarà integrativo delle
misure adottate a livello nazionale per adempiere agli impegni quantificati di limitazione e riduzione delle
emissioni previsti dal presente articolo.
ARTICOLO 18
1. Nella sua prima sessione, la Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente
Protocollo adotterà procedure e meccanismi appropriati ed efficaci per determinare ed affrontare i casi di
inadempimento delle disposizioni del presente Protocollo, determinando una lista indicativa delle
conseguenze, che tengano conto della causa, del tipo, del grado e della frequenza dell’inadempienza.
2. Se le procedure ed i meccanismi, di cui al presente articolo, avranno conseguenze vincolanti per le
Parti, saranno adottati per mezzo di un emendamento al presente Protocollo.25
ARTICOLO 19
1. Le disposizioni dell’articolo 14 della Convenzione si applicheranno mutatis mutandis al presente
Protocollo.
ARTICOLO 20
1. Ogni Parte può proporre emendamenti al presente Protocollo.
2. Gli emendamenti al presente Protocollo saranno adottati durante una sessione ordinaria della
Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del presente Protocollo. Il testo di ogni proposta di
emendamento al presente Protocollo sarà comunicato alle parti dal Segretariato almeno sei mesi prima
della sessione alla quale l’emendamento sarà proposto per l’adozione. Il Segretariato comunicherà, inoltre,
il testo di ogni proposta di emendamento alle Parti ed ai firmatari della Convenzione e, a titolo informativo,
al Depositario.
3. Le Parti compiranno ogni sforzo per raggiungere un accordo per consenso su qualsiasi proposta di
emendamento al presente Protocollo. Se tutti gli sforzi in tal senso si dimostrassero vani e non si
raggiungesse alcun accordo, l’emendamento sarà adottato, come ultimo ricorso, a maggioranza dei tre
quarti delle Parti presenti e votanti. L’emendamento adottato sarà comunicato dal Segretariato al
Depositario, che lo trasmetterà a tutte le Parti per l’accettazione.
4. Gli strumenti di accettazione degli emendamenti saranno depositati presso il Depositario. Ogni
emendamento, adottato conformemente al paragrafo 3 supra, entrerà in vigore, per le Parti che lo avranno
accettato, il novantesimo giorno successivo alla data in cui il Depositario avrà ricevuto gli strumenti di
accettazione di almeno tre quarti delle Parti del Presente Protocollo.
5. L’emendamento entrerà in vigore, per ogni altra Parte, il novantesimo giorno successivo alla data in
cui la Parte avrà depositato, presso il Depositario, il suo strumento di accettazione del detto emendamento.26
ARTICOLO 21
1. Gli allegati del presente Protocollo costituiscono parte integrante di esso e, salva disposizione
contraria espressa, ogni riferimento al Protocollo costituirà, allo tempo stesso, un riferimento ai suoi allegati.
Gli allegati adottati successivamente all’entrata in vigore del presente Protocollo si limiteranno a liste,
moduli e ad altri documenti descrittivi di carattere scientifico, tecnico, procedurale o amministrativo.
2. Ogni Parte può proporre allegati al presente Protocollo o emendamenti agli allegati del presente
Protocollo.
3. Gli allegati del presente Protocollo e gli emendamenti agli allegati del presente Protocollo saranno
adottati durante una sessione ordinaria della Conferenza delle Parti agente come riunione delle Parti del
presente Protocollo. Il testo di ogni proposta di allegato o di emendamento ad un annesso sarà comunicato
alle Parti dal Segretariato almeno sei mesi prima della sessione nella quale l’allegato o l’emendamento sarà
proposto per l’adozione. Il Segretariato comunicherà, inoltre, il testo di ogni proposta di allegato o di
emendamento ad un allegato alle Parti ed ai firmatari della Convenzione e, per conoscenza, al Depositario.
4. Le Parti compiranno ogni sforzo per raggiungere un accordo per consenso su qualsiasi proposta di
allegato o di emendamento ad un allegato . Se tutti gli sforzi in tal senso si dimostrassero vani e non si
raggiungesse alcun accordo, l’allegato o l’emendamento ad un allegato sarà adottato, come ultimo ricorso,
a maggioranza dei tre quarti delle Parti presenti e votanti. L’allegato o l’emendamento ad un allegato
adottato sarà comunicato dal Segretariato al Depositario, che lo trasmetterà a tutte le Parti per
l’accettazione.
5. Ogni allegato o emendamento ad un allegato, diverso dagli Allegati A o B, che sia stato adottato a
norma dei paragrafi 3 e 4, entrerà in vigore, per tutte le Parti del presente Protocollo, sei mesi dopo la data
in cui il Depositario avrà comunicato loro l’adozione dell’allegato o dell’emendamento all’allegato, ad
eccezione delle Parti che abbiano notificato per iscritto al Depositario, entro detto periodo, che non
accettano l’allegato o l’emendamento all’allegato. L’annesso o l’emendamento ad un annesso entrerà in
vigore, per le Parti che abbiano ritirato la loro notifica di non accettazione, il novantesimo giorno successivo
alla data di ricevimento, da parte del Depositario, del ritiro della notifica.
6. Se l’adozione di un allegato o di un emendamento ad un allegato comporta un emendamento al
presente Protocollo, l’allegato o l’emendamento ad un allegato non entrerà in vigore fino al momento in cui
l’emendamento al Protocollo non entrerà in vigore.27
7. Gli emendamenti agli Allegati A e B del presente Protocollo saranno adottati ed entreranno in
vigore in conformità alla procedura di cui all’articolo 20, a condizione che ogni emendamento all’Allegato B
sia adottato solo con il consenso scritto della Parte interessata.
ARTICOLO 22
1. Ad eccezione di quanto stabilito al paragrafo 2 infra, ogni Parte disporrà di un voto.
2. Le organizzazioni regionali di integrazione economica, nell’area di loro competenza, disporranno,
per il loro diritto di voto, di un numero di voti uguale al numero dei loro Stati membri che sono Parti del
presente Protocollo. Tali organizzazioni non eserciteranno il loro diritto di voto se uno dei loro Stati membri
eserciterà il suo, e viceversa.
ARTICOLO 23
Il Segretariato Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sarà il Depositario del presente
Protocollo.
ARTICOLO 24
1. Il presente Protocollo sarà aperto alla firma e soggetto alla ratifica, accettazione o approvazione
degli Stati e delle organizzazioni regionali di integrazione economica che sono Parti della Convenzione. Sarà
aperto alla firma presso le Sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a New York dal 16 marzo 1998 al
15 marzo 1999 e sarà disponibile per l’adesione a partire dal giorno successivo al giorno in cui cesserà di
essere aperto alla firma. Gli strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione saranno depositati
presso il Depositario.
2. Ogni organizzazione regionale di integrazione economica che diventi Parte del presente Protocollo,
senza che nessuno dei suoi Stati membri lo sia, sarà vincolata a tutte le obbligazioni di cui al presente
Protocollo. Nel caso una organizzazione abbia uno o più Stati membri che siano Parti del presente28
Protocollo, detta organizzazione ed i suoi Stati membri determineranno le rispettive responsabilità per
l’adempimento delle loro obbligazioni assunte a norma del presente Protocollo. In tali casi, l’organizzazione
e gli Stati membri non potranno esercitare simultaneamente i diritti derivanti dal presente Protocollo.
3. Nei loro strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, le organizzazioni regionali di
integrazione economica indicheranno il loro livello di competenza rispetto alle questioni rette dal presente
Protocollo. Inoltre, dette organizzazioni informeranno il Depositario, che a sua volta informerà le Parti, di
ogni sostanziale modifica nella portata della loro competenza.
ARTICOLO 25
1. Il Protocollo entrerà in vigore il novantesimo giorno successivo alla data in cui almeno 55 Parti della
Convenzione, tra le quali Parti incluse nell’Allegato I le cui emissioni totali di biossido di carbonio
rappresentano almeno il 55% delle emissioni totali al 1990 dell’Allegato I, abbiano depositato i loro
strumenti di ratifica, approvazione, adesione, accettazione.
2. Al fine del presente articolo, “il totale delle emissioni di biossido di carbonio al 1990 delle Parti
incluse nell’Allegato I” si considera la quantità notificata dalle Parti incluse nell’Allegato I alla data in cui le
stesse adottano il presente Protocollo o ad una data anteriore, nella loro prima comunicazione nazionale
presentata a norma dell’articolo 12 della Convenzione.
3. Per ogni Stato o organizzazione regionale di integrazione economica che ratifichi, accetti o approvi
il presente Protocollo o vi aderisca una volta che tutte le condizioni di cui al paragrafo 1, per l’entrata in
vigore, siano state realizzate, il presente Protocollo entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla
data di deposito degli strumenti di ratifica, approvazione, adesione, accettazione.
4. Al fine del presente articolo, ogni strumento depositato da una organizzazione regionale di
integrazione economica non si aggiunge a quelli depositati dagli Stati Membri dell’organizzazione stessa.
ARTICOLO 26
1. Nessuna riserva potrà essere avanzata al presente Protocollo.29
ARTICOLO 27
1. Trascorsi tre anni dalla data in cui il presente Protocollo è entrato in vigore per una Parte, detta
Parte, in qualsiasi momento, può ritirarsi dal presente Protocollo attraverso una notifica scritta
indirizzata al Depositario.
2. Tale ritiro avrà effetto dopo un anno dalla data in cui il Depositario ne abbia ricevuto notifica o ad
ogni altra data, successiva, indicata nella detta notifica.
3. Ogni Parte che si ritiri dalla Convenzione sarà considerata, contemporaneamente, ritirata dal
presente Protocollo.
ARTICOLO 28
L’originale del presente Protocollo, i cui testi in arabo, cinese, francese, inglese, russo e spagnolo
sono ugualmente autentici, è depositato presso il Segretariato Generale dell’Organizzazione delle Nazioni
Unite.
REDATTO a Kyoto il giorno undici dicembre millenovecentonovantasette.
IN TESTIMONIANZA DEL QUALE i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno
firmato il presente Protocollo alle date indicate.30
ALLEGATO A
Gas ad effetto serra
Biossido di carbonio (CO2)
Metano (CH4)
Ossido di azoto (N2O)
Idrofluorocarburi (HFC)
Perfluorocarburi (PFC)
Esafluoro di zolfo (SF6)
Settori/categorie delle fonti
Energia
Combustione di carburanti
Settore energetico
Industrie manifatturiere ed edili
Trasporti
Altri settori
Altro
Emissioni fuoriuscite da combustibili
Combustibili solidi
Petrolio e gas naturale
Altro
Processi industriali
Prodotti minerali
Industria chimica
Metallurgia
Altre produzioni
Produzione di idrocarburi alogenati e di esafluoro di zolfo
Consumo di idrocarburi alogenati e di esafluoro di zolfo
Altro31
Uso di solventi e di altri prodotti
Agricoltura
Fermentazione enterica
Trattamento del letame
Risicoltura
Terreni agricoli
Incendi controllati delle savane
Incenerimento sul luogo di rifiuti agricoli
Altro
Rifiuti
Discariche per rifiuti solidi
Trattamento delle acque reflue
Incenerimento dei rifiuti
Altro32
ALLEGATO B
Parte Quantificazione degli impegni di limitazione
o di riduzione delle emissioni
(percentuale delle emissioni dell’anno
o del periodo di riferimento)
Australia ................................................................................................. 108
Austria......................................................................................................92
Belgio .......................................................................................................92
Bulgaria*
...................................................................................................92
Canada.....................................................................................................94
Comunità Europea ...................................................................................92
Croazia*...................................................................................................95
Danimarca ................................................................................................92
Estonia*....................................................................................................92
Federazione Russa* ................................................................................ 100
Finlandia ...................................................................................................92
Francia .....................................................................................................92
Germania ..................................................................................................92
Giappone..................................................................................................94
Grecia.......................................................................................................92
Irlanda......................................................................................................92
Islanda.................................................................................................... 110
Italia .........................................................................................................92
Lettonia*...................................................................................................92
Liechtenstein.............................................................................................92
Lituania*...................................................................................................92
Lussemburgo ............................................................................................92
Monaco....................................................................................................92
Norvegia................................................................................................. 101
Nuova Zelanda ....................................................................................... 100
Olanda......................................................................................................92
Polonia*....................................................................................................94
Portogallo .................................................................................................92
Regno Unito di Gran Bretagna
e dell’Irlanda del Nord..............................................................................92
Repubblica Ceca*.....................................................................................92
Romania*..................................................................................................92
Slovacchia*...............................................................................................92
Slovenia*..................................................................................................92
Spagna .....................................................................................................92
Stati Uniti d’America.................................................................................93
Svezia.......................................................................................................92
 
*
 Paesi in transizione verso un’economia di mercato33
Svizzera....................................................................................................92
Ucraina*................................................................................................. 100
Ungheria* .................................................................................................94
DECISIONI ADOTTATE DALLA CONFERENZA DELLE PARTI
(12^ sessione plenaria, 11 dicembre 1997)
Decisione 1/CP.3
Adozione del Protocollo di Kyoto della
Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici
La Conferenza delle Parti,
Avendo esaminato nella sua prima sessione l’articolo 4, paragrafo 2(a) e (b), della Convenzione
Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici ed essendo giunta alla conclusione che i detti incisi
non sono adeguati,
Ricordando la sua decisione 1/CP.1, intitolata “Mandato di Berlino: esame dell’adeguatezza
dell’articolo 4, paragrafo 2 (a) e (b), proposte relative al Protocollo e decisioni che seguono”, nella quale
ha deciso di realizzare un piano che le permetta di adottare le misure adeguate per il periodo successivo
all’anno 2000 attraverso l’adozione, nella sua terza sessione, di un protocollo o di un altro strumento
giuridico,
Ricordando inoltre che uno dei fini di detto piano era di rafforzare gli impegni assunti ai sensi
dell’articolo 4, paragrafo 2(a) e (b), della Convenzione al fine che i paesi sviluppati Parti e le altre Parti
incluse nell’Allegato I elaborino delle politiche e misure e fissino degli obiettivi quantificati di limitazione e
riduzione secondo scadenze precise – ad esempio 2005, 2010 e 2020 – per le loro emissioni antropiche
dalle fonti e l’assorbimento dai loro pozzi di gas ad effetto serra non inclusi nel Protocollo di Montreal,
Ricordando anche che, secondo il Mandato di Berlino, il piano non introdurrà nuovi impegni per le
Parti che non sono incluse nell’Allegato I, ma riaffermerà gli impegni di cui all’articolo 4, paragrafo 1, e
continuerà a promuovere la realizzazione di detti impegni al fine di pervenire ad uno sviluppo sostenibile,
tenendo conto l’articolo 4, paragrafi 3, 5 e 7,34
Prendendo nota dei rapporti del Gruppo Speciale del Mandato di Berlino sui lavori delle sue otto
sessioni1
,
Avendo esaminato con interesse il rapporto presentato dal Presidente del Gruppo Speciale del
Mandato di Berlino,
Prendendo nota con soddisfazione del rapporto del Presidente del Comitato Plenario sui risultati
dei lavori del Comitato,
Riconoscendo la necessità di preparare la rapida entrata in vigore del Protocollo di Kyoto della
Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici,
Cosciente del fatto che è auspicabile iniziare i lavori tempestivamente al fine di aprire la strada al
successo della quarta sessione della Conferenza delle Parti, che si terrà a Buenos Aires (Argentina),
1. Decide di adottare il Protocollo di Kyoto della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui
Cambiamenti Climatici, in Allegato alla presente decisione;
2. Domanda al Segretariato Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite di essere il Depositario
del detto Protocollo e di aprirlo alla firma dal 16 marzo 1998 al 15 marzo 1999, a New York;
3. Invita tutte le Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici a
firmare il Protocollo il 16 marzo 1998 o il prima possibile dopo tale data, come pure di depositare, nel più
breve tempo possibile, i loro strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, a seconda dei
casi;
4. Invita inoltre gli Stati che non sono Parti della Convenzione a ratificarla o ad aderirvi senza ritardo,
a seconda dei casi, al fine che possano divenire Parti del Protocollo;
5. Domanda al Presidente dell’Organo Sussidiario del Consiglio Scientifico e Tecnologico e al
Presidente dell’Organo Sussidiario di Attuazione, tenuto conto del programma budgetario approvato per il
biennio 1998–1999 e del corrispondente programma di lavoro del Segretariato2
, di indicare al Segretariato
le linee guida relative ai lavori preparatori necessari affinché la Conferenza delle Parti esamini, nella sua
quarta sessione, le questioni che seguono e che i corrispondenti impegni siano ripartiti tra i rispettivi organi
sussidiari, come opportuno:
 
1
 FCCC/AGBM/1995/2 e Corr. 1, e 7; FCCC/AGBM/1996/5, 8 e 11; FCCC/AGBM/1997/3, 3/Add. 1 e Corr. 1, 5, 8 e 8/Add. 1.
2
 FCCC/CPCP/1997/INF.1.35
a) Determinazione delle modalità, delle norme e delle linee guida da seguire per
stabilire quali attività antropiche supplementari, legate alle variazioni delle emissioni dalle
fonti e dai pozzi di assorbimento dei gas ad effetto serra nelle categorie dei terreni agricoli,
nonché nelle categorie della variazione della destinazione d’uso dei terreni e dei boschi,
dovranno essere aggiunte o sottratte alle quantità attribuite alle Parti incluse nell’Allegato I
della Convenzione, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4, del Protocollo;
b) Definizione dei principi, delle modalità, delle norme e delle linee guida da applicare
per la verifica, la preparazione dei rapporti e la contabilità relativa al commercio dei diritti di
emissione, ai sensi dell’articolo 17 del Protocollo;
c) Elaborazione delle linee guida che permettano alle Parti del Protocollo incluse
nell’Allegato I della Convenzione di trasferire ad ogni altra di dette Parti, o acquistare da
essa, unità di riduzione risultanti da progetti finalizzati alla riduzione delle emissioni
antropiche da fonti o all’aumento dell’assorbimento antropico dei pozzi dei gas ad effetto
serra in ogni settore dell’economia, ai sensi dell’articolo 6 del Protocollo;
d) Esame e, se necessario, adozione delle misure idonee per affrontare la situazione
delle Parti incluse nell’Allegato B del Protocollo, per le quali i progetti individuali avrebbero
un impatto proporzionale significativo sulle emissioni nel corso del periodo di adempimento;
e) Analisi delle incidenze dell’articolo 12, paragrafo 10, del Protocollo;
6. Invita il Presidente dell’Organo Sussidiario del Consiglio Scientifico e Tecnologico e il Presidente
dell’Organo Sussidiario di Attuazione a presentare a detti organi, nella loro ottava sessione, una proposta
comune relativa ai lavori preparatori da intraprendere per permettere alla Conferenza delle Parti agente
come riunione delle Parti del presente Protocollo, di adempiere agli impegni previsti del presente
Protocollo, alla prima sessione successiva alla sua entrata in vigore.36
Decisione 2/CP.3
Questioni metodologiche relative al Protocollo di Kyoto
La Conferenza delle Parti,
Ricordando le sue decisioni 4/CP.1 e 9/CP.2,
Facendo sue le conclusioni pertinenti adottate dall’Organo Sussidiario del Consiglio Scientifico e
Tecnologico nella sua quarta sessione3
,
1. Riafferma che le Parti dovranno usare la versione rivista, nel 1996, delle Linee Guida per gli
Inventari Nazionali dei Gas ad Effetto Serra, adottata dal Gruppo Intergovernativo di Esperti sul
Cambiamento Climatico, per stimare e notificare le quantità di gas ad effetto serra non inclusi nel Protocollo
di Montreal emesse dalle fonti antropiche e assorbite dai pozzi;
2. Afferma che le emissioni effettive di idrofluorocarburi, di perfluorocarburi, esafluoro di zolfo
dovranno essere stimate quando i dati saranno disponibili e utilizzati per la notifica delle emissioni. Le Parti
dovranno compiere ogni sforzo per determinare le fonti dei dati necessari;
3. Riafferma che i potenziali di riscaldamento atmosferico utilizzati dalle Parti debbono essere quelli
indicati dal Gruppo Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico nel suo Secondo Rapporto di
Valutazione (“valori PRA stabiliti nel 1995 dal GIECC”) e che si basano sugli effetti dei gas ad effetto
serra su un arco temporale di 100 anni, tenuto conto delle incertezze inerenti alla stima dei potenziali di
riscaldamento. Inoltre, a solo titolo informativo, le Parti potranno anche utilizzare altri archi temporali come
previsto dal Secondo Rapporto di Valutazione;
4. Ricorda che in virtù della versione rivista, nel 1996, delle Linee Guida per gli Inventari Nazionali dei
Gas ad Effetto Serra, adottata dal Gruppo Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico, le
emissioni calcolate sulla base del combustibile venduto a navi o aeronavi del trasporto internazionale non
devono includersi nei totali nazionali, ma dovranno essere notificati separatamente; ed incita l’Organo
Sussidiario del Consiglio Scientifico e Tecnologico affinché esamini, in futuro, l’inserimento di dette
emissioni negli inventari generali dei gas ad effetto serra delle Parti;
 
3
 FCCC/SBSTA/1996/20, par. 30 e 54.37
5. Decide che le emissioni risultanti dalle operazioni internazionali realizzate in conformità della Carta
delle Nazioni Unite non saranno incluse nei totali nazionali, ma saranno notificate separatamente; le altre
emissioni attribuibili ad operazioni multilaterali saranno incluse nei totali nazionali delle emissioni di una o più
Parti coinvolte.
Decisione 3/CP.3
Applicazione dei paragrafi 8 e 9 dell’Articolo 4 della Convenzione
La Conferenza delle Parti,
Prendendo nota delle disposizioni dei paragrafi 8 e 9 dell’articolo 4 della Convenzione Quadro
delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici,
Prendendo nota anche delle disposizioni dell’articolo 3 della Convenzione e del punto b) del
paragrafo 1 del “Mandato di Berlino”4
,
1. Richiede all’Organo Sussidiario di Attuazione di iniziare, nella sua ottava sessione, un processo
volto ad identificare e determinare le misure necessarie per fronteggiare gli specifici bisogni dei paesi in via
di sviluppo Parti indicati ai paragrafi 8 e 9 dell’articolo 4 della Convenzione, contro gli effetti negativi dei
cambiamenti climatici e/o l’impatto delle misure di risposta. Le questioni che si dovranno esaminare
comprenderanno le misure relative al finanziamento, all’assicurazione ed al trasferimento di tecnologie;
2. Richiede inoltre all’Organo Sussidiario di Attuazione di informare la Conferenza delle Parti, nella
sua quarta sessione, dei risultati di detto processo;
3. Invita la Conferenza delle Parti, nella sua quarta sessione, ad adottare una decisione sulle misure
necessarie in base alle conclusioni e raccomandazioni di detto processo.
 
4
 Decisione 1/CP.1.38
RAPPORTO DELLA CONFERENZA DELLE PARTI SUI LAVORI DELLA TERZA SESSIONE
Tavola: Totale delle emissioni di biossido di carbonio delle Parti incluse all’Allegato I nel 1990,
ai fini dell’articolo 25 del Protocollo di Kyotoa
Parte Emissioni (Gg) Percentuale
Australia 288 965 2,1
Austria 59 200 0,4
Belgio 113 405 0,8
Bulgaria 82 990 0,6
Canada 457 441 3,3
Danimarca 52 100 0,4
Estonia 37 797 0,3
Federazione Russa 2 388 720 17,4
Finlandia 53 900 0,4
Francia 366 536 2,7
Germania 1 012 443 7,4
Giappone 1 173 360 8,5
Grecia 82 100 0,6
Irlanda 30 719 0,2
Islanda 2 172 0,0
Italia 428 941 3,1
Lettonia 22 976 0,2
Liechtenstein 208 0,0
Lussemburgo 11 343 0,1
Monaco 71 0,0
Norvegia 35 533 0,3
Nuova Zelanda 25 530 0,2
Olanda 167 600 1,239
Polonia 414 930 3,0
Portogallo 42 148 0,3
Regno Unito di Gran Bretagna
e dell’Irlanda del Nord 584 078 4,3
Repubblica Ceca 169 514 1,2
Romania 171 103 1,2
Slovacchia 58 278 0,4
Spagna 260 654 1,9
Stati Uniti d’America 4 957 022 36,1
Svezia 61 256 0,4
Svizzera 43 600 0,3
Ungheria 71 673 0,5
Totale 13 728 306 100,0
 
a
 Dati forniti dalle 34 Parti incluse nell’Allegato I che hanno presentato le loro prime comunicazioni nazionali
il giorno 11 dicembre 1997, o prima di questa data, e raccolte dal Segretariato in vari documenti
(A/AC.237/81; FCCC/CP/1996/12/Add.2 e FCCC/SB/1997/6). Alcune comunicazioni includevano dati
sulle emissioni di CO2 dalle fonti e dall’assorbimento dei pozzi che hanno origine nel cambio di destinazione
d’uso dei terreni e dei boschi, ma, mancando un modo uniforme di presentazione, detti dati non sono Stati
presi in considerazione